CONQUISTA I TUOI CLIENTI IN 7 SEMPLICI MOSSE

Effetto Wow. Offri al tuo cliente sempre più di quello che si aspetta.

Amore a prima vista. Dal momento in cui iniziate a parlare, entra in connessione, sintonizzati sulla sua lunghezza d’onda. Il tuo cliente deve sentirsi a suo agio, pensare di trovarsi nel posto giusto, con la persona più adatta ad aiutarlo.

Mettiti nei suoi panni. Ascolta con attenzione ciò che ti sta domandando. Mostragli che ti prenderai cura di lui e assicuragli che troverai la soluzione che sta cercando.

Sei un umano non un robot. Comportati come una persona, crea una relazione con il tuo cliente, non sei un risponditore automatico.

Usa un linguaggio positivo. Le parole sono armi. Possono essere dolci come miele o bruciare come ferite. Usa parole positive con i tuoi clienti per spiegare problemi e presentare soluzioni.

Agisci come un camaleonte. Ogni cliente ha un carattere diverso. Devi sentire il suo stato d’animo e adattarti ad esso.

Soluzioni non scuse. Non rimandare il lavoro di giorni o settimane, agisci per risolvere i problemi, non trovare scuse.

UNDICESIMO COMANDAMENTO: IMPARA AD ATTRARRE CLIENTI

Milton Berle, esilarante comico americano, un giorno ha detto:

Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta.

Quanti imprenditori si lamentano perché la propria azienda non decolla? O fanno finta di niente attribuendo il loro insuccesso alla crisi?

È tempo di cambiare abitudini. Quello che funzionava cinque anni fa oggi non funziona più. O almeno non da solo. Bisogna conoscere il proprio mercato e imparare ad attrarre i propri clienti ideali.

A questo punto la domanda da un milione di dollari è: Come faccio ad attrarre clienti?

Producendo e diffondendo contenuti EXTRA- ORDINARI! Non contenuti unici, contenuti extra –ordinari!

Un contenuto che funzioni deve essere attraente, generare interesse, lasciare il segno. Questo per almeno due buoni motivi:

  • Per bruciare la concorrenza del mercato globale
  • Perché le buone idee si diffondono rapidamente Inbound-Marketing-Content-Creation-Lead-Generation-Funnel-579x420

8 passi per creare una campagna di Inbound Marketing spaziale:

  1. Definisci il profilo dei clienti ideali della tua impresa.
  2. Identifica le parole chiave che esprimono le esigenze e i desideri dei tuoi clienti ideali
  3. Analizza le scelte e il posizionamento dei tuoi competitor
  4. Progetta il tuo sito in un’ottica responsive e SEO friendly
  5. Apri un blog e scrivi contenuti che forniscano risposte utili ai visitatori
  6. Una landing page efficace ti consente l’acquisizione di contatti interessati e la promozione dei tuoi contenuti
  7. Inserisci Call to action per promuovere l’offerta di contenuti e indirizzare visitatori verso le landing page
  8. Promuovi i tuoi contenuti sui canali social per aumentare il numero dei visitatori al sito e creare nuove relazioni.

Hai bisogno di contenuti? Compila il form qui sotto! 

BASTA FARMACI

Zzzz………….zz…zz….zzzZZZ…zz…Zzz………zzz……..zzZZzz…

             zZz….ZZz…z…zZz….

                            zz…zz….zzzZZZ…zz…Zzz………zzz………………….. Zzzz………….zz…zz….zzzZZZ…zz…Zzz………zzz……..zzZZzz…

             zZz….ZZz…z…zZz….

                            zz…zz….zzzZZZ…zz…Zzz………zzz………zZz….ZZz…z…zZz….

…………… zZz….ZZz…z…zZz….

                   Zzzz………….zz…zz….zzzZZZ…zz…Zzz………zzz……..zzZZzz… zZz….ZZz…z…zZz….

                            zz…zz….zzzZZZ…zz…Zzz………zzz…………………..

………zZz….ZZz…z…zZz……………..ZZzzzz………..zzzZZZ….ZZ…zzzzZZ…..zzZzZz ZZZZzzzZZ   ZAC! 

zanzara_morta250

Mal di testa?  Basta un colpo e torni a sorridere.

DELIRIO DI UNA COPYWRITER E MISCHIA FRANCESCA

Momenti di delirio di una copywriter…

Premessa:

Mischia Francesca: In dialetto napoletano è “mmesca Francesca” da “mésca” (mischiare) e “Francesca” (un riferimento ironico alla raffinatezza della gastronomia francese) ed è la pratica di mischiare diversi tipi di pasta alimentare. L’origine di questa usanza è da ricondursi al fatto che fino agli inizi del ‘900 per ragioni economiche la pasta veniva venduta sfusa. Quando le casse in cui veniva conservata erano vuote i rimasugli venivano riversati in un unico contenitore e il mischiato che se ne otteneva veniva a sua volta venduto ad un prezzo molto conveniente.

Non si tratta di un miscuglio di pasta ma di un improbabile incrocio di filastrocche…

C’era una volta un re, seduto sul comò che disse a una civetta raccontami una fiaba, e la fiaba cominciò…

C’era una volta la figlia del dottore. Il dottore si ammalò e ambarabaciccicoccò.

C’erano tre civette che andarono dalla dama e le raccontarono una fiaba…

La fiaba di un re vestito da sofà che faceva l’amore con la figlia dell’untore. Uhmm…dell’attore. No, del dottore! Il dottore la sgamò ambarabaciccicoccò.

Felice week end! 

La Copy 😉

LETTERA DI UNA COPYWRITER AD UN IMPRENDITORE DI SUCCESSO

Caro imprenditore,

sono Maria Teresa Scafarelli, professione copywriter.

Aiuto imprese, associazioni e liberi professionisti a comunicare con la propria clientela in modo chiaro ed efficace attraverso la creazione di contenuti.

Di certo avrai un sito.  Un sito è fatto di grafica e contenuti. Il copywriter è un professionista qualificato che crea i contenuti più attraenti per descrivere la tua attività.

IL COPYWRITER ASCOLTA LA TUA STORIA E TROVA IL MODO MIGLIORE PER RACCONTARLA AI TUOI CLIENTI.

I contenuti sono fatti di parole e le parole, come ben sai, sono lo strumento più importante che abbiamo per accedere a milioni di opportunità.

Con le parole un bambino può convincere suo padre a comprargli un regalo che non potrebbe permettersi.

Con le parole un diplomatico può ottenere un accordo che può cambiare le sorti di una nazione.

Con le parole un imprenditore può dire ai suoi follower che il suo prodotto influenzerà il modo di comunicare del mondo intero.

Oggi molti s’improvvisano ma le imprese di successo lo sanno:

LA COMUNICAZIONE NON S’INVENTA.

Occorrono poche parole, quelle giuste. Bisogna conoscere le tecniche e sapere come applicarle.

Un buon comunicatore si sintonizza sugli umori e sui gusti del target, ne coglie le preferenze e ne condivide le emozioni. Esprime valori, disegna sogni e comunica visioni.

E tu, cosa farai per comunicare in modo efficace con i tuoi clienti?

UNA RISATA TI SALVA LA VITA

Buongiorno amici, in occasione del giorno della memoria voglio condividere con voi una storiella del brillante scrittore ebreo Moni Ovadia che interpreta la Shoah con sagacia ed ironia:

In un lager un ebreo cerca di afferrare una buccia di patata.

Il nazista gli blocca la mano col tacco della scarpa dicendo: “Ho un occhio di vetro: se indovini qual è puoi mangiare la buccia, altrimenti muori“.

È il sinistro” risponde l’ebreo.

Come hai fatto a capirlo?” chiede incuriosito il nazista.

Ha un barlume di umanità” replica l’ebreo.

 

Morale della storia: L’ironia ti salva la vita. 

 

Cos’è il giorno della memoria?

Il 27 gennaio di ogni anno si celebra il giorno della memoria per ricordare le vittime della Shoah in occasione dell’anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e la liberazione del più grande campo di sterminio nazista, avvenuta nel 1945.

Shoah in ebraico significa catastrofe.

Tenere viva la memoria è un atto di civiltà necessario per prevenire ed evitare una nuova catastrofe.

Ricordiamocelo.

 

DISEGNA CIÒ CHE VEDI

Era il 1941. Helga Weissova era una bambina che amava disegnare.

Aveva 12 anni quando fu internata a Terezin con la sua famiglia.

Theresienstadt era il nome del campo di concentramento transitorio dal quale i prigionieri venivano smistati ad Auschwitz e Mauthausen.

Helga aveva nascosto sotto il vestito il disegno di un pupazzo di neve. Quando suo padre lo scoprì le disse: “Disegna ciò che vedi” e lei obbedì, raccontando per immagini la realtà dell’olocausto.

Disegnò sua madre che contava i capi di biancheria nel cassettone e suo padre che ne annotava la quantità, perché, prima di essere deportati, gli ebrei dovevano comunicare tutti i loro beni alle autorità.

Disegnò i dormitori spiegando che, prima dell’arrivo dei letti a castello, ogni persona doveva dormire per terra in un metro quadrato e mezzo.

Oggi quei disegni – il pupazzo di neve, le immagini del campo di concentramento, la morte e i carri funebri – sono oggetto della mostra “Disegna ciò che vedi” organizzata dal Comune di Lucca, in esposizione al Palazzo Ducale fino al 6 febbraio.

I disegni della piccola Helga rappresentano un’ importante testimonianza dell’olocausto perché documentano in modo chiaro la vita nel ghetto attraverso il ritratto di un’umanità ferita nel quotidiano.

NELLA VITA CI VUOLE POESIA

Giovedì scorso ho conosciuto un gruppo di giovani sognatori.

Due mesi fa hanno dato vita ad un progetto chiamato “Poesie Metropolitane”: impiegano la poesia in azioni di recupero urbano per coltivare bellezza in aree degradate della città. L’idea mi è piaciuta e così ho deciso di partecipare. Ecco il mio piccolo contributo:

 

Cammino a piedi nudi nell’anima avvolta da silenzi di cartapesta.

Morbidi tessuti riscaldano ciò che resta del cuore.

Frammenti e petali colmano distanze ineludibili.

Maria Teresa Scafarelli

20160121_223434

Felice week end! 😉

PAROLE, PAROLE, PAROLE

“…Parole soltanto parole, parole tra noi…”

Così cantava Mina nel 1972, raccontandoci la storia di una donna stanca di un uomo che anziché agire le riempie la testa di chiacchiere.

A volte le parole ci fanno arrabbiare.

Perché sono troppe. Cerchiamo chiarezza ma inciampiamo nelle ridondanze. Siamo confusi dal rumore e circondati da fronzoli che trasformano sassi in marshmallow.  Tante, troppe parole ci distraggono dal cuore del discorso.

Altre volte ci arrabbiamo perché non ci sono. Le perdiamo, o meglio,  non troviamo quelle giuste. Siamo in preda ad una tempesta emotiva: la lingua si attorciglia, i muscoli si tendono,  nella nostra mente c’è un mondo ma, in quel preciso momento, siamo incapaci di esprimerlo.

 

Ho perso le parole…Eppure ce le avevo qua un attimo fa.

Ligabue

 

Come facciamo a fare pace con le parole?

Cerchiamole.

Adoro i libri. Non ne leggo mai uno solo per volta. Ne tengo 5 o 6 sulla scrivania, in ordine sparso accanto al computer, all’agenda e ad un numero imprecisato di penne e blocchi per gli appunti. Quando cerco l’ispirazione  apro un libro in un punto qualsiasi e leggo, sottolineando le frasi che mi colpiscono e le parole più interessanti. Quando non conosco il significato di una parola vado a cercarlo e provo a capire in che contesto potrò riutilizzarla.

Scoprire il significato di una parola sconosciuta è come calpestare una terra inesplorata: ti apre prospettive inattese.

La parola giusta al momento giusto.

Diffido dei sinonimi. Ogni parola ha un significato esatto che la rende diversa da tutte le altre. Sono le sfumature a far sì che ciascun termine sia unico e originale. Approfondendo i significati e valorizzando le differenze avremo una scrittura più incisiva e chiara.

A volte ci innamoriamo di ciò che scriviamo perdendo di vista la coerenza del discorso. Alcune parole sono belle ma non arricchiscono anzi appesantiscono il flusso narrativo. Se possiamo esprimere un concetto con meno parole tagliamo quelle in più: l’imperativo Less is more è sovrano!

 

Parole parole.

Le parole costruiscono mondi. Le parole distruggono mondi.

Le parole comunicano realtà. Le parole interpretano realtà.

Le parole erigono barriere. Le parole infrangono barriere.

Le parole inculcano timori. Le parole accarezzano cuori.

Le parole mettono ali.

#STORIE. UN LUNEDÌ DA FAVOLA

Il lunedì è dura tornare alla scrivania e per questo motivo ho deciso di cominciare la settimana in modo diverso così da alleggerirvi la mente e regalarvi un sorriso.

Conoscete la mia passione per le storie e giacché sono da poco tornata dall’ Irlanda oggi vi racconto una delle storie più amate della trazione irlandese.

Questa è la storia del Salmone della Conoscenza.

C’era una volta un ragazzo di nome Fionn che voleva conoscere tutto. Sua madre, stanca di rispondere alle sue domande lo mandò a vivere con due donne sagge. Le due donne gli insegnarono molte cose ma anche loro dopo un po’ si seccarono di rispondere alle sue domande e lo mandarono a vivere con l’uomo più saggio d’Irlanda, un certo Finnegas.

Ma nemmeno Finnegas sapeva rispondere ad ogni suo quesito e presto si stancò della curiosità del ragazzo.

A Fionn non piacevano le faccende di casa ma amava la caccia e la pesca. Un giorno, durante una battuta di pesca, catturò un grosso salmone. Quando Finnegas vide il salmone ne fu entusiasta e chiese al ragazzo di cucinarlo solo per lui, senza assaggiarne neanche un pezzetto. Fionn pensò che fosse ingiusto, in fondo il salmone era enorme e l’aveva catturato lui. Ma Finnegas era il suo maestro e fece come gli era stato detto.

il salmone della conoscenza fionn

Fionn cucinò il salmone e non ne assaggiò neanche un po’, tuttavia nel toglierlo dal fuoco si scottò un pollice. Per alleviare il dolore della scottatura si mise il pollice in bocca e lo succhiò, poi portò il salmone a Finnegas che gli chiese se ne avesse assaggiato un pezzo. Fionn gli rispose di no, ma gli parlò della bruciatura del suo pollice. Finnegas s’infuriò: quello non era un pesce qualunque, era il salmone della conoscenza!  Secondo la leggenda il salmone della conoscenza si era nutrito con le nocciole di un antico albero depositario di tutta la conoscenza del mondo e la prima persona ad assaggiarlo avrebbe acquisito tutta la sua saggezza.

Semplicemente rimettendosi il pollice in bocca Fionn sentì tutta la conoscenza del mondo nella sua testa. Qualsiasi tipo di domanda gli venisse in mente immediatamente trovava una risposta.

Crescendo Fionn divenne il capo dei Fianna, la più grande banda di guerrieri che l’Irlanda abbia mai conosciuto e ogni volta che aveva bisogno di sapere qualcosa gli bastava mettersi il pollice in bocca per avere una risposta.

Non ha mai più fatto domande da allora.