DISEGNA CIÒ CHE VEDI

Era il 1941. Helga Weissova era una bambina che amava disegnare.

Aveva 12 anni quando fu internata a Terezin con la sua famiglia.

Theresienstadt era il nome del campo di concentramento transitorio dal quale i prigionieri venivano smistati ad Auschwitz e Mauthausen.

Helga aveva nascosto sotto il vestito il disegno di un pupazzo di neve. Quando suo padre lo scoprì le disse: “Disegna ciò che vedi” e lei obbedì, raccontando per immagini la realtà dell’olocausto.

Disegnò sua madre che contava i capi di biancheria nel cassettone e suo padre che ne annotava la quantità, perché, prima di essere deportati, gli ebrei dovevano comunicare tutti i loro beni alle autorità.

Disegnò i dormitori spiegando che, prima dell’arrivo dei letti a castello, ogni persona doveva dormire per terra in un metro quadrato e mezzo.

Oggi quei disegni – il pupazzo di neve, le immagini del campo di concentramento, la morte e i carri funebri – sono oggetto della mostra “Disegna ciò che vedi” organizzata dal Comune di Lucca, in esposizione al Palazzo Ducale fino al 6 febbraio.

I disegni della piccola Helga rappresentano un’ importante testimonianza dell’olocausto perché documentano in modo chiaro la vita nel ghetto attraverso il ritratto di un’umanità ferita nel quotidiano.

PAROLE, PAROLE, PAROLE

“…Parole soltanto parole, parole tra noi…”

Così cantava Mina nel 1972, raccontandoci la storia di una donna stanca di un uomo che anziché agire le riempie la testa di chiacchiere.

A volte le parole ci fanno arrabbiare.

Perché sono troppe. Cerchiamo chiarezza ma inciampiamo nelle ridondanze. Siamo confusi dal rumore e circondati da fronzoli che trasformano sassi in marshmallow.  Tante, troppe parole ci distraggono dal cuore del discorso.

Altre volte ci arrabbiamo perché non ci sono. Le perdiamo, o meglio,  non troviamo quelle giuste. Siamo in preda ad una tempesta emotiva: la lingua si attorciglia, i muscoli si tendono,  nella nostra mente c’è un mondo ma, in quel preciso momento, siamo incapaci di esprimerlo.

 

Ho perso le parole…Eppure ce le avevo qua un attimo fa.

Ligabue

 

Come facciamo a fare pace con le parole?

Cerchiamole.

Adoro i libri. Non ne leggo mai uno solo per volta. Ne tengo 5 o 6 sulla scrivania, in ordine sparso accanto al computer, all’agenda e ad un numero imprecisato di penne e blocchi per gli appunti. Quando cerco l’ispirazione  apro un libro in un punto qualsiasi e leggo, sottolineando le frasi che mi colpiscono e le parole più interessanti. Quando non conosco il significato di una parola vado a cercarlo e provo a capire in che contesto potrò riutilizzarla.

Scoprire il significato di una parola sconosciuta è come calpestare una terra inesplorata: ti apre prospettive inattese.

La parola giusta al momento giusto.

Diffido dei sinonimi. Ogni parola ha un significato esatto che la rende diversa da tutte le altre. Sono le sfumature a far sì che ciascun termine sia unico e originale. Approfondendo i significati e valorizzando le differenze avremo una scrittura più incisiva e chiara.

A volte ci innamoriamo di ciò che scriviamo perdendo di vista la coerenza del discorso. Alcune parole sono belle ma non arricchiscono anzi appesantiscono il flusso narrativo. Se possiamo esprimere un concetto con meno parole tagliamo quelle in più: l’imperativo Less is more è sovrano!

 

Parole parole.

Le parole costruiscono mondi. Le parole distruggono mondi.

Le parole comunicano realtà. Le parole interpretano realtà.

Le parole erigono barriere. Le parole infrangono barriere.

Le parole inculcano timori. Le parole accarezzano cuori.

Le parole mettono ali.

#STORIE. UN LUNEDÌ DA FAVOLA

Il lunedì è dura tornare alla scrivania e per questo motivo ho deciso di cominciare la settimana in modo diverso così da alleggerirvi la mente e regalarvi un sorriso.

Conoscete la mia passione per le storie e giacché sono da poco tornata dall’ Irlanda oggi vi racconto una delle storie più amate della trazione irlandese.

Questa è la storia del Salmone della Conoscenza.

C’era una volta un ragazzo di nome Fionn che voleva conoscere tutto. Sua madre, stanca di rispondere alle sue domande lo mandò a vivere con due donne sagge. Le due donne gli insegnarono molte cose ma anche loro dopo un po’ si seccarono di rispondere alle sue domande e lo mandarono a vivere con l’uomo più saggio d’Irlanda, un certo Finnegas.

Ma nemmeno Finnegas sapeva rispondere ad ogni suo quesito e presto si stancò della curiosità del ragazzo.

A Fionn non piacevano le faccende di casa ma amava la caccia e la pesca. Un giorno, durante una battuta di pesca, catturò un grosso salmone. Quando Finnegas vide il salmone ne fu entusiasta e chiese al ragazzo di cucinarlo solo per lui, senza assaggiarne neanche un pezzetto. Fionn pensò che fosse ingiusto, in fondo il salmone era enorme e l’aveva catturato lui. Ma Finnegas era il suo maestro e fece come gli era stato detto.

il salmone della conoscenza fionn

Fionn cucinò il salmone e non ne assaggiò neanche un po’, tuttavia nel toglierlo dal fuoco si scottò un pollice. Per alleviare il dolore della scottatura si mise il pollice in bocca e lo succhiò, poi portò il salmone a Finnegas che gli chiese se ne avesse assaggiato un pezzo. Fionn gli rispose di no, ma gli parlò della bruciatura del suo pollice. Finnegas s’infuriò: quello non era un pesce qualunque, era il salmone della conoscenza!  Secondo la leggenda il salmone della conoscenza si era nutrito con le nocciole di un antico albero depositario di tutta la conoscenza del mondo e la prima persona ad assaggiarlo avrebbe acquisito tutta la sua saggezza.

Semplicemente rimettendosi il pollice in bocca Fionn sentì tutta la conoscenza del mondo nella sua testa. Qualsiasi tipo di domanda gli venisse in mente immediatamente trovava una risposta.

Crescendo Fionn divenne il capo dei Fianna, la più grande banda di guerrieri che l’Irlanda abbia mai conosciuto e ogni volta che aveva bisogno di sapere qualcosa gli bastava mettersi il pollice in bocca per avere una risposta.

Non ha mai più fatto domande da allora.

 

COME SI SCRIVE UN’ EMAIL EFFICACE?

Nel mondo esistono oltre 4 miliardi di account email, praticamente uno ogni due abitanti del pianeta.

Dedichiamo il 28% del tempo lavorativo alla posta elettronica, che è il mezzo di comunicazione più utilizzato in azienda.

Il fatto di poter essere raggiungibili da tutti in modo semplice ha prodotto un flusso di comunicazione abnorme e la gratuità dell’email ha fomentato lo sviluppo dello spam.

Gran parte dei problemi lavorativi potrebbero essere evitati scrivendo meglio.

È raro trovare email scritte in modo lineare, sintetico ed efficace. Per lo più scriviamo troppi messaggi, spesso inutili, con approcci sbrigativi e toni talvolta inopportuni. Se a questo aggiungiamo che le email vengono lette durante gli impegni lavorativi tra una telefonata e una riunione è probabile che anche la soglia di attenzione del destinatario sia piuttosto bassa.

come si scrive un'email efficace

10 SUGGERIMENTI PER SCRIVERE UN’EMAIL EFFICACE:

  1. Scrivete solo se serve.
  1. Se avete intenzione di lamentarvi di qualcosa con un vostro collega fategli prima una telefonata per chiedergli chiarimenti. Mettere per iscritto una lamentela equivale a formalizzare un reclamo e farvi un nemico.
  1. Siate educati. State entrando nella vita di una persona, fatelo con rispetto.
  1. Se dovete scrivere un’email delicata chiaritevi le idee utilizzando uno schema per punti. Chiedetevi: “Cosa devo dire e in che ordine?”
  1. Siate brevi. Solo il 15% degli utenti legge un’ email per intero. Ricordatevi la regola delle tre C: Concisa, Cortese e Convincente.
  1. Scrivete l’oggetto della email. Deve essere chiaro, attraente e preciso. La precisione dell’ oggetto vi aiuterà a ritrovare l’email nei motori di ricerca della posta anche molto tempo dopo la scrittura.
  1. Non scrivete in stampatello, potreste facilmente finire nello spam.
  1. Staccate le righe quando concludete un argomento, vedere uno spazio bianco rende più stimolante la lettura.
  1. Se avete più cose da comunicare utilizzate un elenco numerato, aiuterà il vostro interlocutore a rispondervi punto per punto.
  1. Evitate fondi colorati con disegnini e ghirigori, l’email è uno strumento di lavoro!

RISVEGLIA LA TUA INTELLIGENZA CREATIVA IN 7 MAGICI STEP

keep calm mary poppinsViviamo in un mondo complesso che viaggia alla velocità della luce. Siamo chiamati ad essere pronti in ogni momento a prendere decisioni e a risolvere problemi in modo rapido ed efficace. L’esperienza serve ma per trovare risposte brillanti e surfare alla grande sulle onde del cambiamento occorre essere creativi. Come?

Ecco 7 magici step per risvegliare la tua intelligenza creativa:

1. CIRCONDATI DI PERSONE STIMOLANTI. Ci sono due tipi di persone: quelle che ti danno energia e quelle che te ne sottraggono. Proteggi i tuoi neuroni , allontana gli individui che fanno della lamentela il loro stile di vita ! Frequenta persone in grado di ispirarti, che ti trasmettano positività, con le quali poter scambiare idee e crescere insieme.

2. ROMPI IL CIRCOLO DELLE ABITUDINI. Impara qualcosa di nuovo. Esplora nuove strade. Trova nuovi modi per fare le cose di tutti i giorni. Così facendo attiverai nuove connessioni neurali allenando il “pensiero laterale”, responsabile della creatività.

3. METTITI NEI PANNI DEGLI ALTRI. L’empatia, oltre a favorire le relazioni, ci aiuta a vedere il mondo da prospettive sempre diverse, offrendoci l’opportunità di scoprire nuovi interessanti punti di vista che non avremmo mai potuto esplorare restando chiusi nel nostro mondo.

4. KEEP IT SIMPLE! ovvero: Semplifica! La sfida più ardua per chi si occupa di comunicazione è riuscire a rendere semplici i concetti da comunicare. SEMPLICITÀ = CHIAREZZA=EFFICACIA.

5. IMPARA A FARE DOMANDE. Le domande sono lo strumento più potente che abbiamo per comprendere il mondo. Le domande giuste ci aprono la strada che ci condurrà ai risultati. Quali sono le domande giuste? Le domande aperte: Cosa? Chi? Come? Quando? Perché? Con chi? Quante volte? Per quanto tempo? Con quali mezzi? Dove?

bottiglie lampade6. ALLENA LA FANTASIA. Esercitati ad usare l’immaginazione. Scegli un oggetto comune e prova ad immaginare i modi alternativi in cui potresti utilizzarlo: ad esempio una bottiglia di vetro può diventare una lampada, un matterello per stendere la pasta di pane, un vaso per i fiori, un oggetto di design ecc.

7. COSTRUISCI MAPPE MENTALI.  L’efficacia delle mappe mentali risiede nella capacità di sfruttare appieno la facoltà del cervello di associare le idee per generare nuove prospettive e informazioni. Per saperne di più leggi STIMOLARE LA CREATIVITÀ CON LE MAPPE MENTALI .

L’immaginazione è più importante della conoscenza.

Albert Einstein

LA VERA STORIA DELLA BEFANA

Tanto tempo fa in una notte scura di un inverno freddissimo tre esploratori venuti da lontano bussarono alla porta di una piccola casa incontrata lungo il percorso. I tre uomini riccamente vestiti erano i Re Magi che si erano messi in cammino per rendere omaggio al bambino Gesù portandogli oro, incenso e mirra.

La casetta era abitata da una vecchia brutta e gobba, con il naso adunco ed il mento aguzzo, vestita di stracci, la Befana*! I Re Magi le chiesero dove fosse la strada per Betlemme e la invitarono ad unirsi a loro ma, nonostante le loro insistenze, lei li lasciò proseguire da soli dicendo loro che aveva troppe faccende da sbrigare.

Dopo che i Re Magi se ne furono andati la Befana sentì che aveva sbagliato a rifiutare il loro invito e decise di raggiungerli. Uscì a cercarli ma non riuscì a trovarli. Così bussò ad ogni porta lasciando un dono a ciascun bambino nella speranza che uno di loro fosse Gesù. Da allora ha continuato per millenni e nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio appare nei cieli a cavallo della sua scopa per elargire dolci o carbone, a seconda che i bambini siano stati buoni o cattivi.

Felice Epifania amici! 😉

remagi

*Curiosità: Il termine “Befana” deriva dal greco  “Epifania” (ἐπιϕάνεια) che significa  «apparizione, manifestazione» .

SULLE TRACCE DEL PICCOLO PRINCIPE

Il film più atteso del nuovo anno.

La favola preferita da milioni di “ex” bambini di tutto il mondo.

File interminabili davanti ai botteghini per accaparrarsi i biglietti. Ieri finalmente la prima: Il Piccolo Principe è tornato!

Il film racconta la storia di una bambina alla quale una madre manager ha programmato ogni istante della vita. L’arrivo improvviso di un anziano aviatore stravolge la sua routine mostrandole il mondo da una nuova affascinante prospettiva. A questo punto della storia le pagine disegnate dall’ aviatore danno vita al racconto delle avventure del piccolo principe.

Mark Osborne, già regista di Kung Fu Panda, riesce a raccontare la storia di Antoine de Saint Exupéry  aggiungendo alla poesia dell’originale letterario una forte componente di attualità. Nell’ era del controllo la mamma manager pianifica al secondo il futuro di sua figlia tralasciando ciò che è davvero importante: l’amicizia, il gioco, l’immaginazione.  Il bizzarro aviatore con la semplicità racchiusa in un disegno e la gentilezza nel donare un fiore rappresenta l’invito a tornare all’ essenziale.

L’essenziale è invisibile agli occhi. 

Antoine de Saint Exupéry

La colonna sonora de Il Piccolo Principe, realizzata da Richard Harvey e Hans Zimmer, accompagna delicatamente ciascuna scena del film, enfatizzandone piacevolmente i momenti topici e incantando lo spettatore con la sua innocenza. Al dolce sottofondo delle scene iniziali subentra una vivace ritmica a punteggiare i momenti più attivi del film. L’arrivo della bambina dall’aviatore è scandito dalle note di Boum! di Charles Trenet che, insieme ad altri brani, dona alla narrazione un sapore francese dolce e spensierato.

Scene significative del film “Il Piccolo Principe”:

Meraviglioso l’ingresso della bambina nel mondo dell’aviatore: Un giardino fiorito e un aereo rosso sgangherato. Un paracadute colorato sotto cui rifugiarsi senza aver paura di ridere a crepapelle. Un deposito di oggetti in legno e una volpe alla quale cucire una bocca per parlare.

La bambina delusa torna a casa e aspira via tutte le stelle appiccicate al soffitto della sua stanza grigia. Le stelle rappresentano i sogni e le speranze.

La volpe animata libera la bambina dal “processo di essenzializzazione” con una graffetta, frutto della trasformazione di uno degli oggetti ritenuti “non essenziali” (bicicletta, canoa, vecchio aereo).

La bambina “perfetta” alla vista dell’ambulanza che porta via l’esploratore ruba una bicicletta e pedala sotto la pioggia per raggiungerlo.

La bambina rompe la campana di vetro e libera le stelle, surfando su di esse. Il piccolo principe può tornare a casa.

Audiolibro – Il Piccolo Principe

Sito ufficiale de Il Piccolo Principe

 

SIATE FELICI (NON SOLO A NATALE!)

Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre eternamente costretti a spiegar loro le cose.

Il Piccolo Principe – Antoine de Saint Exupéry

 

Il Natale è unico.

Da qualsiasi punto di vista vogliate considerarlo, il 25 dicembre è il giorno dell’anno in cui più riusciamo a sentire  le nostre emozioni prendere il sopravvento.  Nel giorno di Natale amore, tristezza, gioia, tenerezza, compassione si fondono in un mix interiore irripetibile.

Qualunque sia la vostra storia e ovunque vi troviate, questo è il mio augurio per voi.

Siate felici (e non solo a Natale). 

Maria Teresa

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GESTIONE DEL TEMPO PER FREE LANCE IMPACCIATI – Parte II: Strumenti pratici

Buongiorno amici, oggi riprendiamo il discorso della gestione del tempo attraverso strumenti pratici che vi aiuteranno ad acquisire maggiore consapevolezza del modo in cui vivete le vostre giornate e a riappropriarvi della risorsa più importante che abbiamo a nostra disposizione: il TEMPO!

  1. Azione!

Lo ammetto sono una fan delle liste. Del resto sono una grafomane dichiarata, per cui va da sé che scrivo su qualsiasi superficie mi capiti a tiro. Tuttavia sarà capitato anche a voi, spinti dai migliori propositi di questo mondo, di creare elenchi lunghissimi di “cose da fare” e di portare a compimento solo 3 o 4 dei punti presenti sulla lista.

lista delle priorità

Ecco l’idea da un milione di dollari:

Prima di andare a dormire scrivete SOLO 5 cose da fare domani. E FATELE.

Non 10, non 15, non 8. SOLO le 5 cose più importanti da fare.

Lo so, sembra SEMPLICE, ma proprio perché è semplice farlo è semplice anche non farlo. Rileggete i primi 3 punti della prima parte dell’articolo (Gestione del tempo per free lance incasinati – Parte I) , individuate le priorità e agite!

  1. Definite le priorità.

Abbiamo tutti la stessa quantità di ore in una giornata, il segreto sta nel rendersi conto che non bisogna gestire il tempo ma noi stessi. Non siamo stati creati per fare tutto subito. Ci sono molte più cose da fare di quante mai potremmo farne in un solo giorno. Si tratta di scegliere cosa fare e cosa no. Il dottor Steven Covey ha ideato uno schema per aiutare le persone ad individuare le priorità. Fate una lista di cose da fare e attribuite a ciascuna attività un punteggio da 1 a 10 in base all’ urgenza e all’ importanza. Per es. questa è la mia:

gestione del tempo

Poi disegnate una tabella con 4 quadranti come questa:

tabella gestione del tempo

Prendetevi il tempo di pensare a cosa è davvero importante e cosa non lo è e mettetelo in agenda.

Scrivendo e programmando rimarrete stupiti dalla quantità di cose che riuscirete a fare e del tempo libero che avrete guadagnato!

  1. Gestite le distrazioni.

Riprendete lo schema di prima. Nel quadrante “Da ignorare” inserite tutte le attività che vi fanno perdere tempo. Pensateci un momento. Quanto tempo sprechiamo in attività che ci allontanano da ciò che amiamo realmente solo perché non sappiamo dire NO?

Imparate a riconoscere i LADRI DI TEMPO.

GESTIONE DEL TEMPO PER FREE LANCE INCASINATI – Parte I

gestione del tempo

Una delle difficoltà più frequenti che ci troviamo ad affrontare nel momento in cui decidiamo di metterci in proprio riguarda la gestione del tempo. Possiamo pensare di avere solo 24 ore oppure renderci conto di avere addirittura 24 ore a nostra disposizione. È una questione di prospettiva.

Come diceva Henry Van Dyke:

Il tempo è troppo lento per chi soffre, troppo breve per chi gioisce, troppo lungo per chi aspetta”.

Senza girarci troppo intorno voglio condividere con voi alcune strategie per sconfiggere le perdite di tempo guadagnando qualche ora per fare quello che vi pare.

  1. Trovate la motivazione che fa per voi.

È possibile trovare il tempo per qualsiasi cosa a patto che la desideriamo davvero. Talvolta siamo così presi dal nostro quotidiano che confondiamo l’attività con la produttività, perdendo di vista i nostri reali obiettivi.

Il modo in cui impieghiamo il nostro tempo determina la qualità della nostra vita e influisce sui risultati che otteniamo nel lavoro, in famiglia e nel tempo libero.

Quando penso di non avere abbastanza tempo mi focalizzo sulle attività che voglio intraprendere e sul perché desidero farlo. Funziona!

  1. Imparate dal Feng Shui.

Se anche la vostra scrivania è colma di oggetti, fogli, libri e materiale non bene identificato, è giunto il momento di fare una bella pulizia.

Possedere troppe cose rallenta la nostra attività quotidiana e anziché agevolarci ci fa sprecare tempo ed energia.

Create due pile: “Cose da buttare” e “Cose da archiviare” e siate determinati a liberarvi del superfluo.  Gettate tutto ciò che non usate, lo spazio che guadagnerete vi farà risparmiare minuti preziosi per dedicarvi a quello che amate davvero.

  1. Fatelo subito!

La tendenza a rimandare è una delle trappole più diffuse e pericolose in cui possiamo incappare quando lavoriamo da free lance. Abbiamo scelto di lavorare autonomamente per avere la piena gestione del tempo a nostra disposizione, perché mai dovremmo stressarci?

Per ottenere dei risultati efficaci dobbiamo imparare ad autogestirci trovando il giusto equilibrio tra disciplina e tempo libero.

Vi dico il mio metodo, semplice e veloce. Quando ho da fare qualcosa e so che potrei cedere alla pigrizia e rimandarla, agisco subito. Just do it!

To be continued….