PUNTI DI FORZA E FOLLIE DELLA COMUNICAZIONE DI TRUMP

L’uomo dal parrucchino rossastro ce l’ha fatta. In barba ai sondaggi che prevedevano la vittoria della Clinton, Trump è il 45° presidente degli Stati Uniti. Al di là della mia dichiarata propensione verso l’ala democratica mi asterrò dal dare giudizi di valore (o almeno proverò a farlo!) per concentrarmi sulla STRATEGIA DI COMUNICAZIONE CHE HA PORTATO TRUMP ALLA VITTORIA.

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Credits:Robyn Pennacchia – Wonkette

Come ha impostato la sua comunicazione politica durante la campagna elettorale più insopportabile degli ultimi anni? Quali sono i segreti del successo di Trump?

Cominciamo col dire che dal momento dell’ annuncio della sua discesa in politica ad oggi non c’è stato un momento in cui la comunicazione di Trump non sia stata oggetto di discussione da parte dei media mondiali. Questo sicuramente è dovuto allo stile “fuori dagli schemi che caratterizza ogni esternazione pubblica del neo presidente degli USA.

Donald Trump è un brand che, attraverso una scaltra strategia social, si è posizionato come tale nel panorama politico americano. Andando ad osservare le sue pagine su Facebook e su Twitter la prima cosa che salta agli occhi è la coerenza nel suo stile di comunicazione: Donald Trump “posta” se stesso, così senza filtri, scrivendo in modo diretto e provocatorio.

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Nella sua strategia di comunicazione politica Trump ha lanciato messaggi misti per attrarre fasce di pubblico differenti che ha riunito al grido di MAKE AMERICA SAFE & GREAT AGAIN! (“Rendiamo di nuovo l’America salva e grande”) e ha spinto con forza il dito nelle ferite fresche dell’estabilishment attirandosi le simpatie di minatori e imprenditori delusi da Obama per la questione del carbone e per l’aumento delle tasse dovuto alla riforma sanitaria.

Ecco gli slogan della campagna elettorale di Trump sui suoi profili ufficiali di Twitter e Facebook :

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Il tema conduttore della campagna è “Siamo uniti per guarire il paese”, l’obiettivo è trasmettere al popolo americano un messaggio unificante per costruire una nuova America, combattere la corruzione, creare nuovi posti di lavoro, cacciare l’estabilishment e “riportare i bravi ragazzi al potere”.

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Attraverso i suoi discorsi pubblici, nonostante i toni esagerati, Trump risulta credibile: non cerca di porsi in modo diverso rispetto a quello che è; a chi lo accusa di evasione risponde sarcasticamente che è da furbi cercare il modo di non pagare le tasse; dopo le dichiarazioni delle donne molestate rigira la frittata parlando delle perversioni di Clinton. Trump è politicamente scorretto in modo palese ed è differente: nonostante il fango e le gaffe, appare umano e questo fidelizza il suo elettorato.

Secondo il linguista George Lakoff, l’efficacia della retorica conservatrice si basa su uno storytelling in cui prevalgono i rapporti diretti di causa/effetto. In parole povere:

Trump ignora deliberatamente la complessità del mondo per coinvolgere emotivamente gli elettori.

Per esempio:

Per risolvere il problema dell’immigrazione di cittadini dal Messico Trump propone la costruzione di un muro sul confine geografico tra Messico e USA , trascurando volutamente tutte le variabili collegate all’introduzione di questa proposta nel dibattito pubblico (costi, legittimità della sua realizzazione, reale efficacia rispetto al controllo dell’immigrazione, conseguenze in politica estera, possibile esasperazione della xenofobia etc.).

 

LE DICHIARAZIONI ESTREME DELL’OUTSIDER TRUMP

Trump conquista l’anima più radicale del partito repubblicano con dichiarazioni forti che rimbalzano sui media di tutto il mondo, lasciando perplessi altri esponenti della sua stessa ala. Eccone alcune:

«Per diverse ragioni [i miliziani dell’ISIS] celebrano il presidente Obama. L’ISIS lo celebra, il presidente Obama. Lui è il fondatore dell’ISIS. Lui è il fondatore dell’ISIS, ok? È il fondatore. Ha fondato l’ISIS. E direi che il cofondatore è Hillary “la corrotta” Clinton.» (Comizio in Florida)

Ad un comizio a Wilmington, in North Carolina, Trump ha suggerito che qualcuno avrebbe dovuto uccidere Clinton, in caso di vittoria alle elezioni. «Hillary vuole abolire, di fatto vuole abolire il Secondo emendamento della Costituzione. E se dovesse trovarsi nella posizione di nominare i giudici, amici, non potreste più farci niente. Anche se quelli del Secondo emendamento qualcosa potrebbero ancora fare, non lo so. Ma ecco cosa vorrei dirvi: sarebbe un giorno terribile. Se Hillary dovesse nominare i giudici, avremmo le mani legate. Capite cosa accadrebbe»

Loudoun, è la contea più ricca degli Stati Uniti, si trova in Virginia e conta circa 50 mila abitanti. Nelle ultime quattro presidenziali Loudoun ha sempre votato per il candidato che poi ha vinto le elezioni. In un comizio che si è tenuto lì ad agosto Trump si è rivolto al pubblico, dicendo loro: «State facendo schifo qui, mi dispiace dirvelo»

 

In conclusione, finalmente questa campagna elettorale “dai toni insopportabili ed esagerati” (cit. Angela Merkel) è terminata. L’esuberante neo eletto nel suo primo discorso ufficiale ha mostrato un atteggiamento più moderato, lasciando al mondo la speranza che il tempo della provocazione abbia ceduto il passo ad un tempo del cambiamento.

Speriamo meno rumoroso nelle parole ma più significativo nei fatti.

 

 

Content Marketing: Le tecniche più efficaci per scrivere sul web

Oggi ti parlo di scrittura sul web. Senza fronzoli o grandi giri di parole, cercando di darti poche, semplici informazioni per aiutarti a gestire in modo efficace la comunicazione della tua impresa. Cominciamo!

Per scrivere contenuti efficaci, che riescano ad essere attraenti per il tuo pubblico, hai bisogno di conoscere delle tecniche che facciano decollare la tua comunicazione sul web. Non ti sto chiedendo di diventare un copywriter  ma voglio mostrarti come, con piccoli accorgimenti, puoi fare una grande differenza nel modo di comunicare con i tuoi clienti.

Scrivere un contenuto di valore significa avere le idee chiare su:

  1. COSA VUOI DIRE
  2. COME VUOI DIRLO
  3. PERCHÉ VUOI DIRLO

Pensieri confusi generano contenuti contorti.  

I tuoi clienti invece hanno bisogno di indicazioni chiare e precise su:

  1. QUALI PRODOTTI/SERVIZI OFFRI

  2. QUALI BENEFICI TRARRANNO ACQUISTANDOLI

  3. QUANTO COSTANO

  4. COME/DOVE POSSONO COMPRARLI

La domanda che tutti si fanno è: Cosa vogliono davvero i clienti?

Vogliono ascoltare una storia in grado di ispirarli, vogliono conoscere i tuoi prodotti ed essere guidati ma sentendosi  liberi di sceglierli, vogliono poterli acquistare sempre e ovunque TRAENDO IL MASSIMO BENEFICIO CON IL MINIMO DISPENDIO DI RISORSE (TEMPO – SOLDI – ENERGIA).

Ti chiedo scusa in anticipo se sarò un po’ ruvida nel dirtelo ma voglio essere onesta con te:

ai tuoi clienti non interessano le tue seghe mentali.  Se sono da te è solo perché cercano una risposta ai loro problemi e pensano che tu sia la persona migliore in grado di aiutarli alle loro condizioni.

Quindi prima di cominciare a scrivere metti a fuoco le idee e chiediti quali risultati vuoi ottenere dalla pubblicazione dei tuoi contenuti (testi di un sito, articoli su un blog, post sui social network etc.). Al momento di elaborare un testo è necessario che tu sia consapevole che

LE PAROLE CHE SCEGLI INFLUENZANO I RISULTATI CHE OTTIENI.

Organizza quello che hai da dire per punti: questo faciliterà te in fase di creazione del contenuto e chi ti legge si concentrerà sui messaggi più rilevanti.

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A questo punto, per supportarti nella creazione di testi per il web, ecco alcune delle tecniche più utilizzate al mondo per scrivere contenuti persuasivi:

EXPOSITORY WRITING: Questa tecnica ti suggerisce di organizzare il contenuto dividendolo in 3 fasi:

  1. Nella prima fase di’ ciò che stai per dire: in questa parte scrivi un contenuto che ti consenta di introdurre il discorso e catturare l’attenzione di chi ti legge. Per esempio, ti occupi della comunicazione di un festival teatrale e vuoi raccontare di uno spettacolo per invitare le persone a vederlo. Potresti  cominciare con qualcosa del genere: “Love story: una serata all’insegna delle emozioni più autentiche”.
  2. Nella seconda lo dici: qui esponi il nocciolo della questione. Parli del tema sviluppando le argomentazioni a supporto del messaggio centrale; tornando all’esempio di sopra, è questa la parte in cui spiegherai perché lo spettacolo di cui parli emozionerà gli spettatori ed entrerai nel dettaglio dell’argomento.
  3. Nella terza lo dici ancora: ribadisci il concetto principale con un breve riepilogo e chiudi fornendo indicazioni e invitando all’azione. Se il tuo obiettivo è vendere lo spettacolo scriverai qualcosa del genere: “Vivi la storia d’amore più romantica di tutti i tempi, acquista il biglietto ad un prezzo imperdibile ”.

 

PIRAMIDE ROVESCIATA: è la tecnica delle 5W + H che consiste nel fornire all’utente tutte le informazioni più importanti nella parte iniziale per poi scendere nei dettagli nel prosieguo dell’articolo. Quindi in fase di attacco assicurati di dire chi (who) dice cosa (what) quando (when)  dove (where)  perché (why) e come (how).

Ovviamente è la modalità del racconto, lo stile che utilizzi a fare la differenza. A questo proposito ecco 4 SUGGERIMENTI PER AUMENTARE L’ENGAGEMENT:

  1. Un buon modo per entrare in empatia con il lettore è iniziare l’articolo con una domanda per stimolarne l’interesse ed il coinvolgimento. Per esempio: Vuoi scoprire un modo per avere più tempo da dedicare alle tue passioniEcco 10 suggerimenti per risparmiare un’ora al giorno e goderti lo stile di vita che desideri.

 

  1. Un altro modo di avvicinarti al lettore è parlare di un argomento raccontando la tua esperienza diretta, o quella di qualcun altro, per dare concretezza al tema e stimolare l’identificazione e quindi la partecipazione emotiva di chi legge. Il vantaggio di questo tipo di approccio consiste nel fatto che produce maggiore curiosità e un interesse immediato.

 

  1. Occhio alla punteggiatura. I testi che scrivi hanno un suono una volta che vengono letti. Punti, virgole e punti esclamativi servono a conferire un ritmo, una musicalità alle frasi. Il modo in cui utilizzi i segni di interpunzione aiuta il lettore a concentrarsi sulle parole più importanti.

 

  1. Immergi il lettore nel testo. Le parole che utilizziamo hanno il potere di creare mondi possibili stimolando i sensi e rendendo il lettore partecipe della nostra storia. Facciamo un esempio: Poniamo il caso che tu abbia un ristorante: hai l’esigenza di raccontare le sensazioni che si provano assaggiando le prelibatezze che prepari per i tuoi clienti. Una strategia di comunicazione vincente prevederà la scelta di parole in grado di descrivere sapori, aromi, consistenze e profumi perfette per far venire l’acquolina in bocca a chi ti legge.

Una scrittura di questo tipo presuppone un’abilità linguistica maggiore ma produce risultati straordinari in virtù dell’elevato coinvolgimento che suscita nei lettori.

 

Quindi, ricapitolando: Hai un prodotto o un servizio da promuovere?

Metti da parte i dati tecnici per un istante e CONCENTRATI SUI BENEFICI CHE OFFRI AI TUOI CLIENTI. Una volta individuati i benefici, scegli la tecnica che più ti identifica e crea i contenuti più adatti a comunicare il tuo messaggio. Ricorda che:

LE PAROLE CHE SCEGLI INFLUENZANO I RISULTATI CHE OTTIENI.

 

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Mal di testa?  Basta un colpo e torni a sorridere.

DELIRIO DI UNA COPYWRITER E MISCHIA FRANCESCA

Momenti di delirio di una copywriter…

Premessa:

Mischia Francesca: In dialetto napoletano è “mmesca Francesca” da “mésca” (mischiare) e “Francesca” (un riferimento ironico alla raffinatezza della gastronomia francese) ed è la pratica di mischiare diversi tipi di pasta alimentare. L’origine di questa usanza è da ricondursi al fatto che fino agli inizi del ‘900 per ragioni economiche la pasta veniva venduta sfusa. Quando le casse in cui veniva conservata erano vuote i rimasugli venivano riversati in un unico contenitore e il mischiato che se ne otteneva veniva a sua volta venduto ad un prezzo molto conveniente.

Non si tratta di un miscuglio di pasta ma di un improbabile incrocio di filastrocche…

C’era una volta un re, seduto sul comò che disse a una civetta raccontami una fiaba, e la fiaba cominciò…

C’era una volta la figlia del dottore. Il dottore si ammalò e ambarabaciccicoccò.

C’erano tre civette che andarono dalla dama e le raccontarono una fiaba…

La fiaba di un re vestito da sofà che faceva l’amore con la figlia dell’untore. Uhmm…dell’attore. No, del dottore! Il dottore la sgamò ambarabaciccicoccò.

Felice week end! 

La Copy 😉

UNA RISATA TI SALVA LA VITA

Buongiorno amici, in occasione del giorno della memoria voglio condividere con voi una storiella del brillante scrittore ebreo Moni Ovadia che interpreta la Shoah con sagacia ed ironia:

In un lager un ebreo cerca di afferrare una buccia di patata.

Il nazista gli blocca la mano col tacco della scarpa dicendo: “Ho un occhio di vetro: se indovini qual è puoi mangiare la buccia, altrimenti muori“.

È il sinistro” risponde l’ebreo.

Come hai fatto a capirlo?” chiede incuriosito il nazista.

Ha un barlume di umanità” replica l’ebreo.

 

Morale della storia: L’ironia ti salva la vita. 

 

Cos’è il giorno della memoria?

Il 27 gennaio di ogni anno si celebra il giorno della memoria per ricordare le vittime della Shoah in occasione dell’anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e la liberazione del più grande campo di sterminio nazista, avvenuta nel 1945.

Shoah in ebraico significa catastrofe.

Tenere viva la memoria è un atto di civiltà necessario per prevenire ed evitare una nuova catastrofe.

Ricordiamocelo.

 

NELLA VITA CI VUOLE POESIA

Giovedì scorso ho conosciuto un gruppo di giovani sognatori.

Due mesi fa hanno dato vita ad un progetto chiamato “Poesie Metropolitane”: impiegano la poesia in azioni di recupero urbano per coltivare bellezza in aree degradate della città. L’idea mi è piaciuta e così ho deciso di partecipare. Ecco il mio piccolo contributo:

 

Cammino a piedi nudi nell’anima avvolta da silenzi di cartapesta.

Morbidi tessuti riscaldano ciò che resta del cuore.

Frammenti e petali colmano distanze ineludibili.

Maria Teresa Scafarelli

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Felice week end! 😉

PAROLE, PAROLE, PAROLE

“…Parole soltanto parole, parole tra noi…”

Così cantava Mina nel 1972, raccontandoci la storia di una donna stanca di un uomo che anziché agire le riempie la testa di chiacchiere.

A volte le parole ci fanno arrabbiare.

Perché sono troppe. Cerchiamo chiarezza ma inciampiamo nelle ridondanze. Siamo confusi dal rumore e circondati da fronzoli che trasformano sassi in marshmallow.  Tante, troppe parole ci distraggono dal cuore del discorso.

Altre volte ci arrabbiamo perché non ci sono. Le perdiamo, o meglio,  non troviamo quelle giuste. Siamo in preda ad una tempesta emotiva: la lingua si attorciglia, i muscoli si tendono,  nella nostra mente c’è un mondo ma, in quel preciso momento, siamo incapaci di esprimerlo.

 

Ho perso le parole…Eppure ce le avevo qua un attimo fa.

Ligabue

 

Come facciamo a fare pace con le parole?

Cerchiamole.

Adoro i libri. Non ne leggo mai uno solo per volta. Ne tengo 5 o 6 sulla scrivania, in ordine sparso accanto al computer, all’agenda e ad un numero imprecisato di penne e blocchi per gli appunti. Quando cerco l’ispirazione  apro un libro in un punto qualsiasi e leggo, sottolineando le frasi che mi colpiscono e le parole più interessanti. Quando non conosco il significato di una parola vado a cercarlo e provo a capire in che contesto potrò riutilizzarla.

Scoprire il significato di una parola sconosciuta è come calpestare una terra inesplorata: ti apre prospettive inattese.

La parola giusta al momento giusto.

Diffido dei sinonimi. Ogni parola ha un significato esatto che la rende diversa da tutte le altre. Sono le sfumature a far sì che ciascun termine sia unico e originale. Approfondendo i significati e valorizzando le differenze avremo una scrittura più incisiva e chiara.

A volte ci innamoriamo di ciò che scriviamo perdendo di vista la coerenza del discorso. Alcune parole sono belle ma non arricchiscono anzi appesantiscono il flusso narrativo. Se possiamo esprimere un concetto con meno parole tagliamo quelle in più: l’imperativo Less is more è sovrano!

 

Parole parole.

Le parole costruiscono mondi. Le parole distruggono mondi.

Le parole comunicano realtà. Le parole interpretano realtà.

Le parole erigono barriere. Le parole infrangono barriere.

Le parole inculcano timori. Le parole accarezzano cuori.

Le parole mettono ali.

COME SI SCRIVE UN’ EMAIL EFFICACE?

Nel mondo esistono oltre 4 miliardi di account email, praticamente uno ogni due abitanti del pianeta.

Dedichiamo il 28% del tempo lavorativo alla posta elettronica, che è il mezzo di comunicazione più utilizzato in azienda.

Il fatto di poter essere raggiungibili da tutti in modo semplice ha prodotto un flusso di comunicazione abnorme e la gratuità dell’email ha fomentato lo sviluppo dello spam.

Gran parte dei problemi lavorativi potrebbero essere evitati scrivendo meglio.

È raro trovare email scritte in modo lineare, sintetico ed efficace. Per lo più scriviamo troppi messaggi, spesso inutili, con approcci sbrigativi e toni talvolta inopportuni. Se a questo aggiungiamo che le email vengono lette durante gli impegni lavorativi tra una telefonata e una riunione è probabile che anche la soglia di attenzione del destinatario sia piuttosto bassa.

come si scrive un'email efficace

10 SUGGERIMENTI PER SCRIVERE UN’EMAIL EFFICACE:

  1. Scrivete solo se serve.
  1. Se avete intenzione di lamentarvi di qualcosa con un vostro collega fategli prima una telefonata per chiedergli chiarimenti. Mettere per iscritto una lamentela equivale a formalizzare un reclamo e farvi un nemico.
  1. Siate educati. State entrando nella vita di una persona, fatelo con rispetto.
  1. Se dovete scrivere un’email delicata chiaritevi le idee utilizzando uno schema per punti. Chiedetevi: “Cosa devo dire e in che ordine?”
  1. Siate brevi. Solo il 15% degli utenti legge un’ email per intero. Ricordatevi la regola delle tre C: Concisa, Cortese e Convincente.
  1. Scrivete l’oggetto della email. Deve essere chiaro, attraente e preciso. La precisione dell’ oggetto vi aiuterà a ritrovare l’email nei motori di ricerca della posta anche molto tempo dopo la scrittura.
  1. Non scrivete in stampatello, potreste facilmente finire nello spam.
  1. Staccate le righe quando concludete un argomento, vedere uno spazio bianco rende più stimolante la lettura.
  1. Se avete più cose da comunicare utilizzate un elenco numerato, aiuterà il vostro interlocutore a rispondervi punto per punto.
  1. Evitate fondi colorati con disegnini e ghirigori, l’email è uno strumento di lavoro!

IL POTERE DELLE STORIE

Le storie funzionano meglio dei fatti. Le storie catturano l’attenzione. Le storie vengono ricordate e possono essere molto persuasive. Ecco perché le storie e lo storytelling sono diventati un argomento caldo nella comunicazione di marketing nell’era del “Content is the king”.

Le storie vengono ricordate. Molti studi di psicologia hanno dimostrato che i fatti vengono ricordati in modo più piacevole se sono parte di una storia. In uno di questi studi lo psicologo Arthur Graesser e il suo team proposero ad un gruppo sperimentale dei piccoli testi incentrati su familiarità, interesse e forza narrativa. I testi con maggiore intensità narrativa furono letti nella metà del tempo rispetto agli altri due tipi. Familiarità e interesse fecero meno presa sui soggetti dell’esperimento.

Le storie sono più memorabili dei fatti secchi. Le storie catturano la nostra attenzione perché sono interessanti, relazionali e coinvolgenti. Questo accade perché l’ascoltatore è coinvolto nell’informazione che gli viene comunicata ed il contenuto risuona in modo più piacevole rispetto alla recita dei fatti. Le storie diventano qualcosa da ricordare piuttosto che un elenco di fatti.

Le storie sono persuasive. Non è un concetto moderno: lo storytelling è utilizzato per persuadere da migliaia di anni. Esopo era uno storyteller e le sue favole risalgono al 560 a.C. Centinaia di studi supportano l’ipotesi che i fatti presentati come storie portino ai più grandi mutamenti nelle credenze e nei sentimenti, influenzando cambiamenti negli atteggiamenti, nelle intenzioni e nei comportamenti.

storie-che-meritano-di-esser-raccontatePerché le storie hanno così tanto potere?

Le storie sono persuasive perché inibiscono le obiezioni. Il potere della storia può distrarre il lettore e bloccare il sospetto. Studi confermano che una storia può ridurre la tendenza a controbattere i fatti condivisi. Poiché i messaggi non subiscono confutazioni essi possono arrivare interi in modo più piacevole senza perdere pubblico. Lo storytelling è particolarmente efficace quando riesce a comunicare messaggi che sono oltre la soglia di accettabilità da parte dell’ascoltatore.

Uno storyteller è spesso percepito come più autentico, credibile e piacevole rispetto ad una persona che riporta fatti in modo secco. Semplicemente raccontando una storia, un brand può segnare un punto senza essere percepito come ipocrita, artificioso o commerciale.

Le storie persuadono perché lasciano le persone libere di dedurre. Ricerche e senso comune ci dicono che lo scoprire da soli è molto più potente dell’ avere qualcuno che ci dice le cose. Il potere persuasivo di una storia si intensifica quando una storia include persone in un processo che gli psicologi chiamano trasporto narrativo. Il pubblico è trasportato dalla sua realtà nella storia: quando ciò accade percezioni, attitudini e intenzioni cambiano di riflesso alla storia. Più la storia appare reale maggiore è il suo impatto.

Le storie funzionano. La sfida è trovare le storie giuste da raccontare e utilizzarle per potenziare i tuoi messaggi chiave e cambiare le decisioni relative al tuo brand.

Typewriter What is Your Story
storytelling

#MOSTRE: CON GLI OCCHI DI UN BAMBINO

Ci abbiamo messo entusiasmo, orecchio ed energia.

Abbiamo mischiato le nostre competenze: Matteo la sua capacità di cogliere i dettagli, io la voglia di raccontare con poche parole le emozioni di una vita.

Indimenticabili le giornate trascorse ad ascoltare le storie raccontate dai nonni del paese. E buffi i momenti in cui ci perdevamo nel tentativo di comprenderli quando ci parlavano in dialetto stretto.

Con gli occhi di un bambino, racconto fotografico diventato una mostra, sarà in esposizione fino al 13 dicembre presso la sala espositiva dietro al Museo degli orologi di San Marco dei Cavoti (BN) in occasione della Festa del torrone e del croccantino . Tornate bambini e lasciatevi emozionare dai racconti dei nonni di uno dei borghi più belli d’Italia!

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Dicono della mostra

In the making of….Con gli occhi di un bambino