L’ECONOMIA DELLA GIOIA CI SALVERÀ DALLO STRESS

E se all’ improvviso scoprissi di aver vissuto in un mondo addormentato e di avere molte più possibilità per essere felice?

In questo articolo non ti parlo di tecniche di comunicazione. Esco un po’ fuori dagli schemi, perché a volte per andare avanti occorre fermarsi e trovare la giusta ispirazione e riaccendere la fiammella che abbiamo dentro.

Ti è mai capitato di vivere in maniera piatta e di essere stanco di ascoltare persone che si lamentano dalla mattina alla sera di come vanno le cose senza però fare nulla per cambiarle? O magari di avere dei ritmi serrati e desiderare di avere il tempo di fermarti a riflettere sulla direzione che sta prendendo la tua vita?

Se la tua risposta è Sì, è capitato anche a me.

Mi è capitato di lavorare dalla mattina alla sera, stando ore davanti al computer a scrivere o a organizzare riunioni ed eventi. Ovviamente poi esistono la casa, la famiglia, gli amici e quella piccola vocina interiore che rivendica il suo spazio, sempre troppo esiguo! A causa dello stress il mio corpo ha iniziato a ribellarsi e ad inviarmi segnali per comunicarmi il suo malessere psicofisico – sembrava volesse urlare: Ehi Scaf datti una calmata! Poi un “bel” giorno mentre ero da un cliente sono finita al pronto soccorso. Da allora ho deciso di ascoltarmi di più e guidare la mia vita in direzione dei miei desideri. Scelgo i lavori che mi appassionano, lavoro meno ma meglio e con risultati migliori.

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A volte abbiamo bisogno di una scossa per capire nuove cose che ci consentiranno di vivere una vita più piena e felice.

A volte dobbiamo cambiare aria per trovare dentro di noi la spinta che ci porterà oltre.

Abbiamo già tutto quello che ci serve per essere felici, solo che ogni tanto occorre che una luce diversa ci mostri la realtà da un nuovo punto di vista.

Il 19 novembre sono stata al Talent Garden di  Milano per un evento di grande ispirazione organizzato da Incitement Italy: 150 giovani visionari italiani hanno condiviso conoscenze, idee e strumenti  per  creare nuovi progetti a vantaggio della collettività in un clima stimolante, energico, divertente.

 

Gli incontri avvengono quando arriviamo ad un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.

Paolo Coelho

 

IL MODO DI VIVERE STA CAMBIANDO. La mentalità imprenditoriale sta evolvendo perché ci siamo resi conto che non è più possibile sacrificare il nostro benessere per il “SUCCESSO”. Ma poi, che significa SUCCESSO?

Siamo alla ricerca costante di soluzioni. Desideriamo essere leader di mercato, avere più clienti, fronteggiare il fisco, essere all’ altezza di ogni situazione, apparire in forma, avere più energia,  gestire lo stress, coltivare un hobby, avere tempo per la famiglia, il tutto possibilmente mantenendo un atteggiamento zen. Non è così?

La tempesta degli ultimi anni è servita a riaccendere in noi la consapevolezza di ciò che conta davvero. Il “successo” non può esistere a discapito dello stile di vita, il successo È LO STILE DI VITA.

Il vecchio paradigma del business sta scricchiolando sotto al peso dell’infelicità e allora, quale nuovo modello di economia si sta affermando?

Hai mai sentito parlare dell’ Economia della Gioia?

La ricetta per superare la crisi sta nella creatività e nello spirito d’intraprendenza dei nuovi eroi contemporanei. Sono giovani imprenditori, professionisti, marketers e creativi, definiti  “changemakers”, ossia ATTIVATORI DI CAMBIAMENTO, pronti a fare rete e a fornire il loro contributo per mettere a disposizione degli altri i propri talenti e diffondere buona energia.

VIVONO LA STESSA REALTÀ DEGLI ALTRI, CON GLI STESSI PROBLEMI, MA HANNO DECISO DI SUPERARE GLI OSTACOLI E CREARE BELLEZZA.

La scelta migliore non è sempre la più immediata, anzi ho imparato che non lo è quasi mai.

PER CREARE BELLEZZA BISOGNA CRESCERE.

Allora ti impegni, ti formi, identifichi i tuoi talenti e ti circondi di persone di valore,  mettendo  insieme competenze e facendo squadra.

Unendo i puntini possiamo dare vita ad un disegno che faccia sorridere tutti.

Questa è l’ ECONOMIA DELLA GIOIA.

Fai un passo in direzione dei tuoi desideri, costruisci il tuo mondo possibile!

SULLE TRACCE DEL PICCOLO PRINCIPE

Il film più atteso del nuovo anno.

La favola preferita da milioni di “ex” bambini di tutto il mondo.

File interminabili davanti ai botteghini per accaparrarsi i biglietti. Ieri finalmente la prima: Il Piccolo Principe è tornato!

Il film racconta la storia di una bambina alla quale una madre manager ha programmato ogni istante della vita. L’arrivo improvviso di un anziano aviatore stravolge la sua routine mostrandole il mondo da una nuova affascinante prospettiva. A questo punto della storia le pagine disegnate dall’ aviatore danno vita al racconto delle avventure del piccolo principe.

Mark Osborne, già regista di Kung Fu Panda, riesce a raccontare la storia di Antoine de Saint Exupéry  aggiungendo alla poesia dell’originale letterario una forte componente di attualità. Nell’ era del controllo la mamma manager pianifica al secondo il futuro di sua figlia tralasciando ciò che è davvero importante: l’amicizia, il gioco, l’immaginazione.  Il bizzarro aviatore con la semplicità racchiusa in un disegno e la gentilezza nel donare un fiore rappresenta l’invito a tornare all’ essenziale.

L’essenziale è invisibile agli occhi. 

Antoine de Saint Exupéry

La colonna sonora de Il Piccolo Principe, realizzata da Richard Harvey e Hans Zimmer, accompagna delicatamente ciascuna scena del film, enfatizzandone piacevolmente i momenti topici e incantando lo spettatore con la sua innocenza. Al dolce sottofondo delle scene iniziali subentra una vivace ritmica a punteggiare i momenti più attivi del film. L’arrivo della bambina dall’aviatore è scandito dalle note di Boum! di Charles Trenet che, insieme ad altri brani, dona alla narrazione un sapore francese dolce e spensierato.

Scene significative del film “Il Piccolo Principe”:

Meraviglioso l’ingresso della bambina nel mondo dell’aviatore: Un giardino fiorito e un aereo rosso sgangherato. Un paracadute colorato sotto cui rifugiarsi senza aver paura di ridere a crepapelle. Un deposito di oggetti in legno e una volpe alla quale cucire una bocca per parlare.

La bambina delusa torna a casa e aspira via tutte le stelle appiccicate al soffitto della sua stanza grigia. Le stelle rappresentano i sogni e le speranze.

La volpe animata libera la bambina dal “processo di essenzializzazione” con una graffetta, frutto della trasformazione di uno degli oggetti ritenuti “non essenziali” (bicicletta, canoa, vecchio aereo).

La bambina “perfetta” alla vista dell’ambulanza che porta via l’esploratore ruba una bicicletta e pedala sotto la pioggia per raggiungerlo.

La bambina rompe la campana di vetro e libera le stelle, surfando su di esse. Il piccolo principe può tornare a casa.

Audiolibro – Il Piccolo Principe

Sito ufficiale de Il Piccolo Principe

 

#MOSTRE: CON GLI OCCHI DI UN BAMBINO

Ci abbiamo messo entusiasmo, orecchio ed energia.

Abbiamo mischiato le nostre competenze: Matteo la sua capacità di cogliere i dettagli, io la voglia di raccontare con poche parole le emozioni di una vita.

Indimenticabili le giornate trascorse ad ascoltare le storie raccontate dai nonni del paese. E buffi i momenti in cui ci perdevamo nel tentativo di comprenderli quando ci parlavano in dialetto stretto.

Con gli occhi di un bambino, racconto fotografico diventato una mostra, sarà in esposizione fino al 13 dicembre presso la sala espositiva dietro al Museo degli orologi di San Marco dei Cavoti (BN) in occasione della Festa del torrone e del croccantino . Tornate bambini e lasciatevi emozionare dai racconti dei nonni di uno dei borghi più belli d’Italia!

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Dicono della mostra

In the making of….Con gli occhi di un bambino

 

CON GLI OCCHI DI UN BAMBINO

Una copywriter e un fotografo. Tre giorni in un piccolo borgo antico ad ascoltare storie e catturare istanti di vita. L’odore di cose buone, l’aria pulita e gli occhi lucidi dei nonni del paese.

Tutto è cominciato in un pomeriggio d’ispirazione a Salotto Scafarelli. Sentivamo crescere la voglia di raccontare le storie delle persone e il bisogno di sentire le emozioni che vanno oltre i confini della pelle e toccano l’anima di chi ti sta di fronte.

Nasce così Con gli occhi di un bambino, racconto fotografico di Matteo Anatrella e Maria Teresa Scafarelli  in mostra al Museo degli orologi di San Marco dei Cavoti (Benevento) dal 5 dicembre 2015, in occasione della Festa del Torrone , per raccontare la terza età in modo inaspettato.

Fotografia e parole s’intrecciano in un percorso narrativo che mette in luce l’essenza più vera di noi, quella che si sviluppa nel periodo dell’infanzia. Il titolo del progetto ne racchiude l’unicità: lo storytelling fotografico si articola su una prospettiva nuova, assumendo il punto di vista di un bambino e tracciando una linea di congiunzione con il narratore, un anziano che racconta i primi anni della sua vita.

Nel nostro percorso creativo abbiamo immaginato un abbraccio ideale che congiunge due generazioni, apparentemente distanti ma di fatto profondamente simili. Vogliamo raccontarne la delicatezza, l’ emotività, la fragilità e la bellezza.

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LA TEORIA DELLE FINESTRE ROTTE

Lo scorso fine settimana sono stata a Verona per l’ inaugurazione di un posto magnifico che si chiama Fonderia Aperta. In Italia c’erano tre fonderie: due sono state smantellate al termine della loro attività e la terza è stata “adottata” da un gruppo di folli visionari che, in 11 anni di ostacoli burocratici e strutturali, hanno restituito a questo luogo fascino e bellezza.

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Parlando della nascita di Fonderia Aperta con l’artista Alessandro Capuano, mi è venuta in mente questa teoria e voglio condividerla con voi.

Nel 1969 il professor Philip Zimbardo dell’università di Stanford  condusse un esperimento di psicologia sociale. Abbandonò due automobili identiche in due posti socialmente opposti: una fu lasciata nel Bronx, zona povera e conflittuale di New York, l’altra a Palo Alto, zona ricca e tranquilla della California. Due auto identiche abbandonate, due quartieri con popolazioni molto diverse e un team di specialisti in psicologia sociale per studiare il comportamento delle persone nei due posti.

L’auto abbandonata nel Bronx fu smantellata in poche ore. Tutti i materiali che potevano essere utilizzati furono rubati, quelli non utilizzabili distrutti. L’auto lasciata a Palo Alto fu trovata intatta.

A quel punto i ricercatori decisero di rompere un vetro della vettura di Palo Alto innescando un processo imprevisto: furti, violenza e vandalismo ridussero il veicolo nello stesso stato come era accaduto nel Bronx.

Perché il vetro rotto in una macchina abbandonata in un quartiere presumibilmente sicuro è in grado di provocare un processo criminale?

È opinione comune attribuire alla povertà un legame diretto con il crimine. Questo esperimento dimostra che i comportamenti criminali hanno a che fare con la psicologia, con il comportamento umano e con le relazioni sociali.

Un vetro rotto in un’auto abbandonata trasmette un senso di deterioramento, di disinteresse, di noncuranza. Il vetro rotto provoca la sensazione di rottura dei codici di convivenza, di assenza di norme.  Ogni nuovo attacco all’auto ribadisce e moltiplica questa idea,  innescando una spirale di violenza incontrollata.

La teoria delle finestre rotte, elaborata da Wilson e Kelling, giunge alla conclusione che la criminalità è più diffusa nelle aree dove l’incuria, la sporcizia e l’abuso sono più alti.

Se si rompe un vetro in una finestra di un edificio e non viene riparato, saranno presto rotti tutti gli altri.

Se una comunità presenta segni di deterioramento e questo non  interessa  a nessuno, fiorisce l’illegalità.

Se piccoli reati, come il parcheggio in luogo vietato, il superamento del limite di velocità o il passare col semaforo rosso, sono tollerati e non puniti, si svilupperanno “difetti maggiori” e poi crimini più gravi.

Se parchi e altri spazi pubblici sono gradualmente danneggiati e nessuno interviene, i cittadini smetteranno di uscire dalle loro case per paura di bande che progressivamente approfitteranno del loro stato di abbandono per occuparli.

In un periodo in cui i teatri chiudono, Fonderia Aperta è l’esempio di come, con visione e buona volontà, sia possibile trasformare una finestra rotta in una finestra aperta  per promuovere creatività e cultura.

ARRIVA PIANO CITY. E A NAPOLI SI CAMBIA MUSICA.

Eventi.  Napoli, 9 ottobre 2015 – 21:15 Piazza del Plebiscito

THE COLUMN CONCERT

Comunicare magia. Il movimento dei polpastrelli è sempre più veloce. Il ritmo incalza e la melodia prende forma. Stasera le emozioni si fanno musica, a Napoli c’è Piano City.

21 pianoforti  nella cornice di una delle piazze più suggestive d’Italia per rapire l’orecchio di ascoltatori appassionati e passanti curiosi pronti a lasciarsi trasportare da un’ esperienza musicale innovativa, “dove non riconoscere suoni già uditi, ma ascoltarne di inauditi”. THE COLUMN CONCERT è una performance pianistica ideata da Massimo Fargnoli al culmine della quale verrà eseguita la Sinfonia n. 2 per ventuno pianoforti di Daniele Lombardi.

Contemporaneità e tradizione s’incontrano in una fusione estatica di luci e suoni.

Andreas Kern

Piano City, ideata del tedesco  Andreas Kern, è organizzata per il terzo anno consecutivo dalla storica Ditta Alberto Napolitano Pianoforti di piazza Carità, sostenuta dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e patrocinata dal Fai-Campania con la collaborazione di numerose importanti Associazioni.

200 eventi quasi tutti gratuiti, 300 pianisti coinvolti, 60 house concert, 40 location sparse per la città, 300 ore di musica, per i 3 giorni del Festival visitato nelle precedenti edizioni da oltre 20.000 persone.

Scarica il programma: Piano City Napoli 2015_Programma

Una costellazione di pianoforti ammanta Napoli di musica.  Piano city è un format tedesco che si attaglia alla perfezione alla città di Napoli, città musicale per eccellenza, capace di interpretare la tradizione e, contemporaneamente, di aprirsi alle contaminazioni e all’innovazione nel  linguaggio musicale. Per tre giorni, dal 9 all’ 11 ottobre il suono del pianoforte vibrerà da ogni canto della città, attraverso 200 eventi che hanno il merito di coinvolgere gli attori più disparati e di raggiungere un pubblico ampio. Musei, operatori turistici, privati: una rete eterogenea ma compatta che assicura la massima fruizione della musica e di questo evento che rappresenta a pieno titolo un forte attrattore turistico per la città”.

Nino Daniele, assessore alla Cultura

LA PAROLA AGLI ORGANIZZATORI

Piano city Napoli

Piano City Napoli organizzatori

Ringrazio l’Assessore Nino Daniele per avermi dato l’opportunità di promuovere la terza edizione di Piano City Napoli con il sostegno del mondo pianistico partenopeo e grazie alla disponibilità dei napoletani che hanno prontamente aperto le proprie abitazioni per un House Concert. Napoli ha bisogno di riappropriarsi della sua centralità culturale e musicale e di non dimenticare la gloriosa Scuola Pianistica

Marco Napolitano

Piano City Napoli in questi tre anni ha valorizzato le sedi pubbliche scelte per gli eventi, ed in particolare per questa edizione l’Agorà di Piazza San Gaetano con il Complesso di San Paolo Maggiore ricco di meraviglie ancora poco conosciute e la più nota sala Sisto V di San Lorenzo Maggiore. Il Festival attraverso le numerose sedi e le infinite sonorità  crea un  percorso musicale che approda anche nella metropolitana dell’arte, aeroporto e nella stazione centrale,  ‘non luoghi’ per definizione che sono trasformati da Piano City in luoghi di incontro musicale.”

Cristiano Bernardi, consulente artistico

Perché fare storytelling? 5 buoni motivi per creare la tua storia di successo

storytelling

La nostra vita è immersa all’ interno di un fitto reticolo di storie che s’intrecciano. Ogni persona è come una porta: nel momento in cui ci affacciamo a vedere cosa c’è dietro scopriamo un universo di possibilità narrative. Sin da piccoli la narrazione è uno degli strumenti più significativi che utilizziamo per imparare a relazionarci con il mondo che ci circonda.

Storytelling significa raccontare. Ma perché è importante raccontare?

É importante perché il racconto è la modalità di comunicazione che più di ogni altra cattura la nostra attenzione, stimola la fantasia e ci fa evadere dalla noia del quotidiano proponendoci modelli ai quali ispirarci.

Basterebbe questo per convincerti a fare storytelling. Ma in realtà non devo convincerti. Puoi scegliere. E  fare storytelling attualmente è una scelta necessaria, per almeno 5 motivi:

  1. Se non racconti tu la tua storia qualcun altro lo farà per te. E non è detto che ti piacerà.
  2. Lo storytelling diffonde il sapere d’impresa attraverso il coinvolgimento delle persone.  Fare storytelling ti aiuta a far conoscere la realtà della tua impresa in modo semplice e piacevole.
  3. Lo storytelling rappresenta un elemento di solidità che supporta l’impresa nel cambiamento.
  4. Lo storytelling veicola significati e valori. Qualche esempio? Barilla significa casa. Ringo uguaglianza e amicizia, Coca Cola felicità.
  5. Lo storytelling stimola l’identificazione attraverso la rappresentazione di modelli di riferimento. L’identificazione ispira. L’ispirazione motiva. La motivazione genera comportamenti. I comportamenti d’acquisto generano volume d’affari. Il risultato dell’equazione è: Storytelling=Soldi. È un buon motivo?storytelling

Ma quali sono le caratteristiche di uno storytelling efficace?

Uno storytelling vincente racconta una storia credibile, altamente rappresentativa e motivante. Deve essere semplice per innescare il passaparola ed essere condivisa dalle persone ma nel contempo contenere elementi originali in grado di stimolare l’interesse del target. Una narrazione efficace si serve di metafore per conferire forza evocativa alla storia e accrescere la capacità di emozionare il suo pubblico, creando coinvolgimento e senso di appartenenza ai valori del brand.

Un perfetto esempio di storytelling in pubblicità è questo spot Sammontana:

Le Cirque du Soleil all’Expo. Sogno e poesia nel viaggio di Leonardo.

Siamo arrivate!
Siamo arrivate!

Nel mio breve passaggio all’Expo realizzo finalmente un desiderio che avevo da tantissimo tempo: godermi lo show degli artisti del Cirque du Soleil!

Nella suggestiva cornice dell’Open Air Theatre è in scena “Alla vita”, lo spettacolo creato dalla compagnia canadese in occasione dell’Expo 2015.

Il Cirque du Soleil nasce negli anni 80 a Baie Saint Paul, un incantevole villaggio situato sulla riva nord del fiume St Lawrence, a est di Quebec City ad opera di Guy Laliberté, giovane artista che, incuriosito dagli abitanti del luogo riunisce musica, teatro e giocoleria in un unico spettacolo per festeggiare la celebrazione del 450mo anniversario della scoperta del Quebec.cirque du soleil

#Allavita: Narra la storia di Leonardo, che riceve in dono un seme magico da sua nonna. Da questo seme appare un amico immaginario, Farro, che lo guida in un fantastico viaggio tra stupore, coraggio e speranza.

Lo spettacolo è una commistione di generi: la meraviglia dell’arte del circo contemporaneo s’intreccia con elementi presi dal teatro e dalla danza, il tutto condito da sketch di pagliacci vestiti da improbabili chef. Ristorante di Pepe

Di colpo torno bambina, rapita da sonorità suggestive, scenografie avvolgenti e danzatori aerei. Un susseguirsi inaspettato di 14 atti in un’ora che sembra volare.Farro

#Curiosità: In 30 anni oltre 150 milioni di persone hanno assistito agli spettacoli del Cirque, che ad oggi conta 4000 dipendenti di cui 1300 artisti provenienti da 25 paesi del mondo.fiore cirque

Uno show in cui l’inaspettato si mescola alla fiaba, la coralità degli elementi scenici crea un’aura di energia palpabile e l’incanto del sogno diventa possibile.  

Missoni. L’arte, il colore. Una storia affascinante raccontata al MaGa.

100 opere di maestri del calibro di Bella, Depero, Klee, Fontana, Kandinsky.

La storia del connubio tra arte e moda.

Un filo conduttore: Il colore.

Tutto questo nella mostra “Missoni, l’arte, il colore” in esposizione al MaGa, museo di arte contemporanea di Gallarate (Va), dal 19 aprile all’ 8 novembre.

ingresso del MaGa
ingresso del MaGa

L’esposizione rappresenta un importante omaggio alla creatività dei fondatori della maison, Ottavio e Rosita, che, a partire dagli anni 50, creano uno stile inconfondibile, frutto del perfetto equilibrio di mescolanze e contrasti cromatici. Le radici del loro approccio creativo risiedono nello studio della storia dell’arte contemporanea europea, caratterizzata da interessanti innovazioni introdotte nella ricerca su colore, spazio, segno e materia.

manichini Missoni
manichini Misson

Ad arricchire il progetto, reso possibile grazie alla collaborazione con l’Archivio Missoni, una serie di eventi, laboratori ed incontri con protagonisti del mondo dell’arte e della moda.

La copy tra i meravigliosi abiti in mostra
La copy tra i meravigliosi abiti in mostra

Sala degli Arazzi #Terrynuts. Durante il mio giro tra le meraviglie del colore, sento una musica provenire dall sala degli arazzi.Dal momento che sono curiosa come un gatto mi avvicino a sbirciare. Gruppi di ragazzi si alternano con un’energia contagiosa nell’interpretazione di coreografie hip hop. Si tratta di una performance degli allievi del liceo coreutico Candiani P. Baush di Busto Arsizio (Va) che, seguendo gli imput dell’artista Roberto Fassone, hanno trasformato i gesti di esultanza sportiva in passi di danza. Eccoli:

Energia pura in scena!
Energia pura in scena!
Allievi del liceo Candiani
Allievi del liceo Candiani